Durante questi mesi nei quali ha preso forma e si è sviluppata questa mia rubrica, qualcuno di voi avrà pensato che tra le canzoni prese da me in esame ne manca una davvero importante, forse la più “mariahana”, nonché sicuramente la più strabiliante dal punto di vista vocale; effettivamente, se pensi “Mariah”, inevitabilmente pensi anche “whistle”, quel curioso registro vocale che tanto assomiglia agli ultrasuoni emessi dal delfino (tra l’altro l’animale preferito di Mimi: ci sarà una qualche connessione??? Non è che Mariah li capisce ’sti delfini quando “parlano”??? Mah...); ora, ditemi, in quale pezzo risulta meglio rappresentato questo incredibile registro? Datemi una E, datemi una M...!!! Giusto: EMOTIONS, il primo elettrizzante singolo della seconda fatica realizzata in studio da miss Carey.Una canzone infarcita di tutt’un po’: note basse, ghirigori sorprendenti, falsetti (correggo, “note in mezza voce”), voce piena e whistles; insomma, in questo pezzo Mariah dimostra di essere un portento vocale a tutti gli effetti, l’unica, l’inimitabile, la sola best selling female of all time.
Miss The voice ha cantato questa song dal vivo in tutte le salse, esibendo nella maggior parte dei casi una grande duttilità vocale ed interpretativa.
Voglio iniziare con il commentare, tra le tante, l’interpretazione di EMOTIONS durante l’Unplugged targata MTV del 1992: semplicemente disarmante. Ecco a voi i dettagli.
Per l’occasione l’intro della canzone è stato modificato: le note del piano e la superba voce dei coristi fanno da apripista ad una sorridente Mariah che ha scelto proprio EMOTIONS come primo brano della serata. L’inizio è più soul che mai e la voce di Mariah troppo perfetta per essere vera; le modulazioni si sprecano, la vocalità di Mimi è quantomeno accattivante e tutto sembra così scontato mano a mano che ascoltiamo quest’intro...eppure non lo è, affatto: dietro a questa “superba creatura” c’è l’abilità di una voce morbida, limpida ed avvolgente. Non possiamo far altro che farci guidare all’inizio vero e proprio del brano, così come lo abbiamo sentito e risentito sul cd...e partono le note di “I feel good...I feel nice...”. Con quel suo giubbino nero corto che le dona un non so che di vagamente aggressivo, in puro stile “Fonzie’s girlfriend”, e quel sorriso smagliante sempre stampato sulle labbra al quale fanno da cornice dei ribelli e lunghi capelli castani, ci trascina nel vorticoso incedere di EMOTIONS, fino al primo ritornello e al primo whistle su “inside”. Perfetto. Così come la seconda volta, quando le viene in modo praticamente irricantabile il famoso “ricciolino” sul secondo “inside”; tra acuti inventati sul momento e pericolose (non per lei, sia chiaro...) acrobazie vocali, arriviamo col batticuore al finale, innamorandoci di ogni fraseggio di questa canzone che, diciamoci la verità, non è molto di più, se presa in sè e per sè, di una canzoncina pop...
Dicevo: arriviamo al finale: whistles perfetti nelle scale finali e, dulcis in fundo, una chiusa blueseggiante totalmente nuova e del tutto inaspettata, di una bellezza e precisione tali da farci fiondare immediatamente sul tasto REW del telecomando del lettore DVD (io l’ho fatto subito...e neanche una volta sola!!!). 10 e lode con bacio accademico per questa esibizione incomparabile.
Non ha lo stesso intro della performances per l’MTV Unplugged, ma è ugualmente ben riuscita e straordinariamente interpretata l’esibizione all’Arsenio Hall del 1991: anche in questa circostanza Mariah, vestita di una maliziosa tutina rossa molto corta con tanto di spolverino in pendant, provvista di una voce assolutamente meno limpida e levigata, ma più “spigolosa” oserei dire, graffiante, aggressiva e più corposa, canta divinamente questa EMOTIONS che più che una canzone è davvero una “peripezia”. I whistles centrali, (ed in special modo quello del secondo “inside”), appaiono leggermente più sfiatati, un po’ arrochiti, decisamente meno squillanti, ma Mimi non sbaglia neanche in questa circostanza e, nonostante la voce possa dare vaghi accenni di cedimento, lei becca la nota giusta dritta come un fuso. Chicca della performance: alla fine, dopo le famose scale “whistlesiane”, due ulteriori “fischietti” (note allucinanti, ancora più alte delle precedenti) impreziosiscono magnificamente il pezzo. Che adesso sì che può finire.
Da sottolineare anche l’esibizione sicuramente più anomala; attenzione, non ho detto “la più bella”, soltanto la più particolare, la più “rivista e corretta”, quella che fin da subito ha catturato la mia attenzione nonché la mia curiosità di cantante; certamente la ricorderete: quella a Top of the Pops, nel lontano 1992. Mariah è praticamente afona quel giorno, lo si sente fin troppo bene, ma, chissà perché, DEVE cantare live (strano, visto che oggi uno che canti live a Top of the Pops non lo trovi neppure col lanternino...;-))); ne esce un’esibizione quantomeno curiosa, in quanto Mimi canta
quasi l’intera canzone un’ottava sotto l’originale, mantenendo però intatte le note in whistle. Non so perché, ma quando l’ho sentita dare tutta se stessa e ho realizzato che anche in questa situazione, seppur apparentemente tragica, se l’era cavata egregiamente, grazie alle innumerevoli modulazioni e note basse delle quali comunque può sempre usufruire, ho rafforzato ancora di più l’idea che di Mariah ce n’è una sola. Purtroppo o per fortuna? Secondo me “per fortuna”: questo ce la rende ancora più speciale.
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