mercoledì 25 aprile 2007

La potenza di Vanishing

Un “ben ritrovati” a tutti quanti!
Di nuovo qui, nell’angolo dedicato alla splendida voce di Mimi, nonché ad alcune delle sue più superbe performances...
Stavolta tocca ad una canzone un po’ particolare, una di quelle poco commerciali ma molto intimistiche e quindi profondamente sentite: VANISHING.
Si tratta della quinta traccia del cd d’esordio “Mariah Carey”, e, a mio avviso, non è possibile comprendere la bellezza e la difficoltà intrise in questo pezzo finchè non si ha il piacere di poterlo ascoltare dal vivo; effettivamente la versione registrata in studio rende poco l’idea di quale sia l’intero potenziale di questa canzone, la quale appare più “statica” e parecchio meno incisiva che nelle versioni live. Versioni live che purtroppo sono soltanto due, entrambe del 1990: la performance al Tattoo e quella al Saturday Night Live.
Nessuna delle due potrebbe mai ricevere critiche o poco riscontro da parte di qualcuno che le ascolta separatamente e non con l’intenzione di paragonarle; ma se capita di ascoltarle entrambe e di fare un confronto fra queste, beh...è lecito, a parer mio, poter decretare una predilezione per la seconda, quella al SNL, dove Mariah ha veramente dato tutto e di più...
Un ancor giovane Patrick Swayze presenta Mariah, l’ospite della serata al Saturday Night Live show, dopodiché cambia l’inquadratura e cominciamo a sentire le prime note di un pianoforte, l’unico strumento che, come ben saprete, assieme alla voce dei coristi accompagna le performances vocali di Mariah.
Lei siede su uno sgabello, con una criniera riccia e folta da leonessa, avvolta da una sorta di tuta-calzamaglia nera di velluto molto attillata che rivela le forme ancora acerbe di questa ventenne che promette di farsi conoscere presto in tutto il mondo grazie alla sua incredibile voce.
Le primissime frasi della canzone ci danno subito l’idea di una Mariah Carey molto in forma, che sta bene di voce e che si trova a suo agio nonostante sia quella una delle sue prime apparizioni televisive; la voce ondeggia tra note medie e basse, restituendo calore e dolcezza con la sua musicalità; ogni frase è chiusa sapientemente, con appena un pizzico di vibrato, che ha il compito di sostenere la voce prima che riattacchi con un nuovo fraseggio.
Ad un tratto Mariah decide di alzarsi dallo sgabello, probabilmente per sottolineare il crescendo della canzone (nonchè, dico io, per usufruire al meglio delle sue capacità canore): allora sì che diventa un continuo imperversare di modulazioni che fanno a dir poco girare la testa, tutte su un registro vocale più alto di quello a cui finora il pezzo ci aveva abituati.
La voce è fluida, morbida, sicura, e c’è trasporto emozionale anche nei confronti di chi sente per la prima volta questa canzone senza a dir la verità capirci molto su quale sia il suo svolgimento logico (giusto per precisare: ho sentito dire da alcuni che Vanishing non ha né capo né coda...il che è una vera eresia, ma comprensibile se a dirlo sono persone abituate alla canzonetta pop basata su strofa-bridge-ritornello...).
E che dire poi di quel “vanishing” che imperversa quasi alla fine, quello in cui Mimi può sembrare addirittura un disco incantato sul “va” di “vanishing”, appunto, ma non senza un’infinita grazia e leggiadria vocale, per poi sfociare in quel bellissimo whistle finale, tutto pieno di ghirigori ognuno dei quali pare faccia a gara per riuscire ad andare più in alto lui degli altri; siamo davvero alla fine: gli ultimi acuti escono con una liberazione e una potenza vocale da far invidia alla migliore Aretha Franklin, e vengono fuori con notevole sapienza e maestria... Notate l’ultimo passaggio vocale della canzone, come muove le labbra Mariah su quella “eeeeeeee” continua del finale; è un modo per spostare l’affaticamento della voce dalle corde vocali, sulle quali si stava accumulando.
Appena miss Carey sente che la voce inizia un tantino a “grattare” (è davvero un’inezia, però...), sposta la posizione delle labbra in modo da accogliere meglio il suono in bocca, che infatti improvvisamente diventa pulito, limpido e fluido come non mai e può uscire alla guisa di un fiume in piena che oltrepassa il suo argine. Piccoli trucchi di una grande voce.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E BRAVA ALISSA..OGNI VOLTA CHE LEGGO LE TUE RECENSIONI MI FAI EMOZIONARE E MI FAI VENIR VOGLIA DI ANDARE SUBITO AD ASCOLTARE LA CANZONE IN QUESTIONE..VANISHING E' STUPENDA E LEI LA CANTA IN MODO MAGISTRALE..ADESSO TIRANO FUORI FENOMENI DA BARACCONE E NE FANNO DEI MITI DICENDO CHE SONO BRAVI NONOSTANTE LA GIOVANE ETA'..MA ALLORA MARIAH CHE A QUELL'EPOCA CANTAVA COME UNA DEA ED AVEVA SOLO 20 ANNI? 19 QUANDO HA INIZIATO...BHE A MIO PARERE UNA CHE CANTA IN QUEL MODO A QUELL'ETA' E' UN MOSTRO DI BRAVURA!!!

Andre ha detto...

Petals ovviamente senza parole come al solito...anch'io preferisco il live al SNL, che trovo davvero un'esplosione di passione, bravura e sentimento...
unico appunto: Vanishing è stata fatta live anche in tutte le (poche) date del Music Box Mini Tour!

Edo ha detto...

Mamma Alissa... mi hai lasciato di stucco... Anche quella di spostare le labbra per fare uscire meglio il suono hai scritto!! Qua si sta raggiungendo la perfezione! E non sto parlando di Mariah, questa volta ;-)

Fede ha detto...

Hai perfettamente ragione. Cantata dal vivo è tutta un'altra cosa...
Quella al SNL è davvero magistrale!!!